Professioniste dell'ascolto, unite da una visione comune
Come mai abbiamo scelto il termine ἁρμονία?
Il greco antico ci riporta alle nostre radici, laddove il lavoro che proponiamo è proprio quello di andare in profondità, a diversi livelli. La parola — dal greco ἁρμόζω, «comporre, accordare» — rimanda ad una consonanza di voci o di strumenti, una combinazione di accordi che produce un'impressione piacevole all'orecchio e all'animo. Proprio questa molteplicità ha a che fare con le svariate sfumature della cura che qui co-costruiamo con le persone che incontriamo.
I capisaldi di questo lavoro riguardano una cura in cui non si vuole "cacciare via" lo stress, il sintomo o il dolore: le difficoltà, lievi o intense, fanno normalmente parte dell'esperienza di ciascuno. I nostri sintomi ci dicono del modo in cui stanno andando le cose e possono essere spiragli preziosi per
conoscersiNon si tratta tanto del dolore in sé, ma del modo in cui ci rapportiamo ad esso. Ognuno di noi ha una parte delicata, sensibile, che ha sofferto e che ha le caratteristiche di un bambino ferito, ed altre parti più frammentate che la proteggono — a volte in maniera funzionale, a volte in una maniera che funzionava in passato ma ora è anacronistica e porta più fatiche che benefici.
Con la terapia, meglio che possiamo, conosciamo queste parti, le aiutiamo a sintonizzarsi sul momento presente, le integriamo senza mai respingerle, creiamo spazio per progettare il futuro, lasciando il passato nel passato.
"Come un maglione, anch'io sono fatta di fili intrecciati di ricordi. Alcuni sono tirati e fanno male. Fare psicoterapia è rimettere a posto i fili, affinché il maglione sia caldo, colorato e pieno, è slegare i nodi del maglione, togliere i chiodi dal cuore."
Non c'è nulla di sbagliato da correggere, ma solo la possibilità di riparare, con nuove esperienze emotivamente ricche, in una nuova prospettiva di apertura e flessibilità.
Con curiosità, gentilezza e morbidezza.
Sulla pazienza
Bisogna, alle cose,
lasciare la propria quieta, indisturbata evoluzione
che viene dal loro interno
e che da niente può essere forzata o accelerata.
Tutto è: portare a compimento la gestazione – e poi dare alla luce …
Maturare come un albero
che non forza i suoi succhi
e tranquillo se ne sta nelle tempeste
di primavera, e non teme che non possa arrivare l'estate.
Eccome se arriva!
Ma arriva soltanto per chi è paziente
e vive come se davanti avesse l'eternità,
spensierato, tranquillo e aperto …
Bisogna avere pazienza
verso le irresolutezze del cuore
e cercare di amare le domande stesse
come stanze chiuse a chiave e come libri
che sono scritti in una lingua che proprio non sappiamo.
Si tratta di vivere ogni cosa.
Quando si vivono le domande,
forse, piano piano, si finisce,
senza accorgersene,
col vivere dentro alle risposte
celate in un giorno che non sappiamo.
Rainer Maria Rilke, 1903
ἁρμονία